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Unicredit punta su Piazza Affari


Di Alberto Micheli
10/05/2013 16.04

Giovedì scorso si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Cash Collect Autocallable certificates targati Unicredit e denominati “Italia Target 6,00%”: fino al prossimo 24 maggio l’offerta potrà essere sottoscritta a un prezzo iniziale di 100 euro, comprensivo di commissioni di strutturazione, collocamento e altri oneri pari al 3,2% del valore nominale, mentre entro due mesi dalla data di emissione sarà fatta richiesta di ammissione a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx.
Lo strumento sarà emesso il prossimo 29 maggio con una scadenza triennale (30 maggio 2016). Al termine del primo (29 maggio 2014) e del secondo anno (29 maggio 2015) sono però previste due finestre di possibile esercizio anticipato, che potranno ridurre anche in modo netto l’orizzonte temporale dell’investimento. Se in una delle due date di osservazione il prezzo di chiusura del Ftse Mib sarà uguale o superiore al cosiddetto “prezzo Trigger”, che sarà rilevato alla chiusura del 28 maggio prossimo, il certificato sarà infatti liquidato anticipatamente a 106 euro (al lordo delle ritenute fiscali). In caso contrario, cioè in presenza di uno scenario negativo, il prodotto non sarà liquidato, ma potrà comunque pagare una cedola annua pari al 6% lordo, a patto che la chiusura dell’indice di piazza Affari non sia inferiore alla barriera posta al 70% dello strike. Se il Ftse Mib chiuderà invece con una perdita superiore al 30% rispetto al suo valore iniziale, lo strumento non pagherà alcuna cedola. A scadenza, e quindi in caso di mancato rimborso anticipato, potranno infine verificarsi due diversi scenari: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà nuovamente liquidato a 106 euro; b) se il Ftse Mib farà invece segnare una perdita superiore al 30%, il certificato parteciperà integralmente a tale performance negativa. Come segnalato anche dalla denominazione dello strumento (“Italia Target 6,00%”), si tratta di un prodotto vincolato all’andamento del mercato azionario italiano, che offre un’opportunità di rendimento annuo lordo del 6%. Ai livelli attuali la barriera sarebbe collocata attorno ai 12.000 punti, una soglia mai raggiunta neanche nel picco della crisi degli anni scorsi. Si adatta quindi a chi avesse un’aspettativa di mercato neutrale o comunque poco volatile.
Sempre in tema di Cash Collect Autocallable, giovedì scorso si è chiuso il collocamento di un altro certificato targato Unicredit e legato al Ftse Mib: in questo caso la scadenza è però quadriennale (15 maggio 2017), con tre finestre annuali di possibile esercizio anticipato (15 maggio 2014, 15 maggio 2015 e 16 maggio 2016), nelle quali lo strumento potrà essere liquidato a 108 euro se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari a quello iniziale, che sarà rilevato alla chiusura del 14 maggio prossimo. Se il Ftse Mib chiuderà invece con una performance negativa rispetto allo strike, il certificato potrà comunque distribuire una cedola lorda di 5 euro, a patto che nella stessa data di osservazione la perdita dell’indice non sia stata superiore al 30%. Solo se il sottostante chiuderà al di sotto della barriera posta al 70% dello strike, il certificato non pagherà alcun importo parziale, rimandando il rimborso alla data successiva ed eventualmente fino alla scadenza, quando potranno verificarsi i soliti due diversi scenari: a) se il Ftse Mib chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, il Cash Collect Autocallable sarà liquidato a 108 euro; b) se l’indice chiuderà invece con una perdita superiore al 30%, il certificato parteciperà integralmente a tale performance positiva.
Lo scorso 25 aprile hanno infine esordito direttamente sul SeDeX 13 nuovi Bonus Cap con barriera europea emessi sempre da Unicredit e denominati “Top Bonus”: l’emissione ha riguardato 11 certificati su singoli titoli (Pop. Milano, Banco Popolare, Fiat, Finmeccanica, Intesa SanPaolo, Mediaset, Mediobanca, Mediolanum, Société générale, Stm e Telecom) con scadenza 6 dicembre 2013 e due su indici (EuroStoxx Banks e Ftse Mib) con scadenze rispettivamente al 20 giugno e al 19 dicembre 2014. Sono dei Bonus Cap di tipo classico, che garantiscono un rendimento fisso a scadenza (il Bonus coincide infatti con il Cap) a condizione che il sottostante si mantenga a un livello pari o superiore alla cosiddetta barriera. La definizione di una barriera di tipo europeo limita però l’osservazione della stessa alla sola data di valutazione finale. A differenza di quanto accade per gli altri Bonus quotati finora da Unicredit, non è infatti richiesto che la soglia di knock-out resti inviolata durante tutta la vita del certificato, ma è sufficiente che il sottostante recuperi tale livello entro la scadenza. Nel caso degli 11 certificati su singoli titoli, la barriera è collocata tra il 70% e il 75% del valore iniziale: ciò significa che per incassare il Bonus è sufficiente che a fine anno il sottostante non abbia perso più del 25/30% rispetto allo strike. A tale proposito, si ricorda che per I certificati con sottostante azioni italiane la data di valutazione è il giorno bancario immediatamente precedente alla data di scadenza, mentre per i certificati con sottostante azioni europee e indici è la stessa data di scadenza. (riproduzione riservata)



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